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Via libera alle perquisizioni notturne effettuate dall’industria discografica
La Comunita’ Europea fa passare una pericolosa legge sulla proprieta’ intellettuale nonostante il conflitto di interessi del MEP Via libera alle perquisizioni notturne effettuate dall’industria discografica Oggi le liberta’ civili in Europa hanno fatto un notevole passo indietro, con l’approvazione da parte del Parlamento Europeo di una controversa direttiva che trattera’ i consumatori che violano accidentalmente un singolo copyright con le stesse dure sanzioni precedentemente riservate alla contraffazione su larga scala. La Direttiva Europea per l’Imposizione dei Diritti di Propriet` Intellettuale (EU IPRED) crea nuove potenti misure repressive, da applicare in tutta l’Unione Europea, che permetteranno a Hollywood e ai dirigenti dell’industria discografica di perseguire in sede giudiziaria i consumatori, anche per piccole e non lucrative infrazioni dei diritti di proprieta’ intellettuale.
L’argomento piu’ controverso della direttiva, l’articolo 2 che ne estende gli scopi fino ad includere qualsiasi infrazione anche su scala non commerciale, e’ stato approvato dall’assemblea plenaria dell’UE con un voto finale di 307 contro 185. Il parlamento non ha fornito alcuna giustificazione, ni alcun criterio con un fondamento logico, sui motivi per cui il consumatore medio che effettua un’unica copia ad uso privato debba venire trattato dai tribunali europei come se stesse commerciando in farmaci contraffatti.
La direttiva crea un nuovo ed ampio “Diritto di Informazione” che obbliga i fornitori di connettivit` Internet (ISP) a fornire informazioni personali sui loro clienti ai dirigenti delle industrie discografiche che volessero procedere legalmente contro la condivisioen di file peer to peer (P2P) e attivit` simili. Simili poteri di azione legale, creati dalla ben nota legge statunitense Digital Millennium Copyright Act (DMCA), sono stati abusati dall’industria discografica per ottenere informazioni su migliaia di consumatori americani ed arrivare ad accordi economici extragiudiziali con (tra gli altri) bambine dodicenni che vivono in case popolari e persone settantenni. Grazie a questa direttiva i dati personali dei cittadini europei potrebbero essere forzatamente ceduti a multinazionali come la Vivendi-Universal, che ora pur minacciare anche i consumatori europei ed estorcere loro denaro. E la direttiva europea si applica a qualunque tipo di violazione di propriet` intellettuale, non solo al copyright.
La direttiva rende inoltre legali le perquisizioni notturne o “mandati Anton Pillar”, che permettono ai dirigenti dell’industria discografica di fare irruzione nelle case dei privati cittadini, e le “ingiunzioni Mareva”, che congelano i conti correnti e le altre propriet` dei consumatori senza bisogno di una preventiva udienza presso un
tribunale.
Gli Internet Service Provider (ISP) sono preoccupati perchh la direttiva permette la confisca e la distruzione dei loro server e delle loro apparecchiature senza che essi siano stati ascoltati da un tribunale, per il semplice sospetto che i loro clienti abbiano condotto attivit` che violino di un diritto di propriet` intellettuale.
“Le libert` civili tradizionali, la giustizia, l’equilibrio e la proporzionalit` sono stati gettati al vento nella fretta di approvare questa direttiva”, ha detto Robin Gross, Direttore Esecutivo di IP Justice, una organizzazione internazionale per le libert` civili che promuove leggi equilibrate sulla propriet` intellettuale.
Durante il voto finale del 9 marzo, il Parlamentare Europeo Neil McCormick del Partito Verde Britannico ha espresso commenti sul conflitto di interesse che vede coinvolta la relatrice della direttiva, Jannelly Fourtou, europarlamentare del Partito Conservatore Francese, la quale otter` un vantaggio economico diretto dalla nuova direttiva, spinta di forza in parlamento senza l’usuale dibattito “in seconda lettura”. La famiglia Fourtou possiede infatti una delle piy potenti societ` di intrattenimento al mondo, la Vivendi-Universal, che oggi ha ottenuto nuovi e potenti mezzi per perseguire i consumatori a causa di violazioni minime e non commesse a scopo di lucro.
“Come pur un deputato del parlamento essere nella posizione ufficiale di proporre una legge dalla quale sa di poter guadagnare milioni di euro?” ha chiesto Gross, un avvocato per le libert` civili. “Un conflitto cosl evidente mette in discussione l’intera legittimit` del processo legislativo del Parlamento Europeo”.
Un insieme di emendamenti chiave proposti dall’Europarlamentare Radicale italiano Marco Cappato, per restringere il campo d’applicazione della direttiva ai soli casi di violazione su scala commerciale e per cercare di proteggere i consumatori dagli eccessi della legge, non sono stati approvati nel voto finale. Il Consiglio Europeo dovr` approvare la direttiva l’11 marzo e gli stati membri avranno 24 mesi di tempo per recepirla nei loro ordinamenti nazionali.
Altre Informazioni:
Campaign for an Open Digital Environment (CODE):
http://www.ipjustice.org/CODE
Testo della direttiva IPRED:
http://www.ipjustice.org/CODE/021604.html
http://register.consilium.eu.int/pdf/en/04/st06/st06376.en04.pdf
http://www.ipjustice.org/CODE/st06376.en04.doc
Le 8 buone ragioni per non accettare la direttiva IPRED:
http://www.ipjustice.org/CODE/release20040302_it.shtml#top8
Manifestazione dei Consumatori contro la Direttiva:
http://www.ipjustice.org/CODE/rally.shtml
IP Justice h una organizzazione internazione per le libert` civili che promuove leggi bilanciate sulla propriet` intellettuale. IP Justice difente i diritti dei consumatori ad utilizzare i media digitali in tutto il mondo ed h una organizzazione senza scopo di lucro con sede a San Francisco. IP Justice h stata fondata nel 2002 da Robin Gross,
che h il suo Direttore Esecutivo. Per saperne di piy a proposito di IP Justice, visita il sito web all’indirizzo http://www.ipjustice.org.












